
Ci sono collaborazioni che nascono in modo naturale, quasi inevitabile.
È ciò che è accaduto con Pier Giorgio Capoccetti, conosciuto nel mondo bikers come Il Pirata, amico prima ancora che autore.
Lo scorso settembre mi aveva anticipato il titolo del suo nuovo libro, 69 Gocce di vino, in uscita questa primavera.
Da lì è iniziato un dialogo spontaneo: mi ha chiesto di lavorare a una possibile immagine di copertina, lasciandomi piena libertà di interpretazione.
Da questo confronto sono nati diversi lavori, ciascuno con una propria direzione, un proprio equilibrio tra materia, percezione e suggestione.
Tra queste variazioni, la scelta finale è ricaduta su Retrogusto (Goccia 39).
Una scelta che sento profondamente coerente con il libro.
La poesia di Capoccetti si muove tra corpo e coscienza, tra impulso e consapevolezza.
Retrogusto, già nel titolo, richiama qualcosa che permane, che si deposita dopo l’esperienza, proprio come fanno certe parole.
Sapere che quest’opera sarà la prima immagine del libro va oltre la soddisfazione per una collaborazione riuscita: rappresenta il segno di una sintonia, di un dialogo che continua a muoversi tra linguaggi diversi, dalla parola all’immagine.
Anche gli altri lavori sviluppati per questo progetto non resteranno chiusi in un cassetto.
Alcuni di essi prenderanno forma come opere autonome e proseguiranno il loro percorso, probabilmente anche attraverso la stampa.
In questo senso, Retrogusto (Goccia 39) non è solo l’immagine scelta per una copertina, ma il punto emerso di un processo più ampio.

Questo progetto è stato, prima di tutto, un incontro:
tra linguaggi,
tra sensibilità,
tra percorsi che si incrociano.
E, in fondo, anche questo lascia un retrogusto.


